Gennaio. Primi bilanci sul motomercato.

DSCF0015Gennaio si apre con numeri bassissimi e immatricolazioni davvero scarse. Le moto si accodano alle auto e il calo delle vendite arriva al 38,8%, dato che non può e non deve essere imputato solo alla famigerata crisi. Due sembrano essere le concause, gravi e reali, che hanno influenzato negativamente una situazione già critica. Prima fra tutte il clima. Neve, freddo e ghiaccio e di conseguenza la situazione pietosa delle strade, hanno fermato non solo chi già ci andava in moto, ma anche chi voleva comprarne una. E poi il governo e le sue decisioni in merito agli incentivi, poco chiare e poco pubblicizzate, se non addirittura inesistenti per alcune categorie. Non esistono incentivi per i cinquantini, ad esempio, e così ci sono ancora in circolazione modelli euro zero, superinquinanti e probabilmente anche poco sicuri. In cima alle seppur basse classifiche di vendita restano gli stessi modelli dello scorso anno (Kymco Agility, sia 125 che 150 e TMax) ma spuntano alche alcune novità come la Aprilia Dorsoduro e due Yamaha, il Ténéré e la XJ6-N.

MotoGp in crisi, quali soluzioni?

1506127.jpg
La crisi della MotoGp è stata messa allo scoperto dal ritiro della Kawasaki dal mondiale, ma non si può negare che i problemi risalgano a molto prima. Il problema sembra essere il desiderio di crescere a un livello che non è sostenibile soprattutto dal punto di vista dei costi. Questi prototipi sviluppati dalle grandi case motococlistiche del mondo hanno costi di sviluppo e gestione molto elevati. Il desiderio di imitare la formula uno (anch’ essa in crisi) è stata una sorta di doping per il motomondiale che ha cercato di catturare sponsor, diritti Tv, ma si è speso più di quanto si poteva. I piloti come Valentino Rossi, Casey Stoner, Pedrosa sono grandi personaggi e veicoli pubblicitari straordinari ma la necessità di abbassare i costi è pressante. Passare dalle 1000 alle 880 non ha certo aiutato da questo punto di vista. Il paragone con la Superbike che gode di grande salute viene in questi giorni sempre più utilizzato. In superbike i tifosi vedono gareggiare le proprie moto e questo è sicuramente garanzia di grande passione e fedeltà. Le case si rendono conto di questo e partecipano in numero sempre maggiore al mondiale delle derivate di serie. Alcuni vedono come possibile soluzione la fusione dei due campionati facendo correre insieme le moto con classifiche diverse. L’ ipotesi è assai improbabile e oltretutto non sarebbe il massimo dato che il vincitore della classifica Superbike difficilmente potrà essere il vincitore della gara e sarebbe, dunque, degradato a primo degli “altri”.